Capasso Paolo

Attaccante 11/07/1997 Fratta Maggiore

Fin dalla nascita la vita mi ha messo di fronte ad un grande ostacolo, nascere e crescere solamente con la gamba destra, ma ciò non mi ha mai impossibilitato a realizzare i miei sogni, tra cui il più importante è sempre stato quello di giocare a calcio.
Da piccolo all’età di 6 anni, quando con la mia famiglia ci siamo trasferiti a Lucca, giocavo nell’oratorio della città, con l’aiuto della protesi che mi permetteva, anche se in modo un po’ goffo, di rincorrere e di calciare l’oggetto che forse più amo, il pallone.
Non è stato però sempre così facile giocare con gli altri ragazzi anche perché la protesi mi limitava molto nei movimenti, ma tenacia e caparbietà mi hanno sempre permesso di confrontarmi quasi alla pari con i normodotati.
Il 2014 è l’anno della svolta: vengo a conoscenza della Nazionale di calcio per amputati, scopro che però si devono usare le stampelle e non la protesi. Inizialmente ero molto perplesso, non riuscivo ad immaginare che si potesse giocare a calcio con l’uso esclusivo delle stampelle, ma volli provare. Avendo sempre usato la protesi, le prime volte con le stampelle furono un massacro, calli sulle mani e dolori ovunque, ma questo non mi ha mai fermato, la voglia di giocare a calcio era più forte di questi dolori.
Sono passati 3 anni da quella prima volta e di strada ne ho fatta parecchia. Ormai io e le stampelle siamo una cosa sola! Questa esperienza non ha cambiato solo il mio modo di stare in campo e di giocare, ma mi ha cambiato soprattutto umanamente, perché ho trovato dei compagni di squadra e gli allenatori, che mi hanno aiutato a crescere sotto ogni punto di vista e per questo non  smetterò mai di ringraziarli.
Ah dimenticavo, sempre FORZA ITALIA 🇮🇹

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