Iannelli Francesco

Attaccante 14/01/1979 Napoli

Sono sempre stato un grande appassionato di sport e di filosofia fin da quando ero bambino e mio padre mi portò a vedere un’esibizione di karate. Restai così colpito da voler intraprendere subito questa disciplina, sia come pratica sportiva, sia come arte di rafforzamento dello spirito.
Per mio padre lo sport rappresentava una parte fondamentale della vita ed ha trasmesso questa passione a me e ai miei due fratelli. Da piccoli ci portava spesso con sè per vedere partite di calcio e ci incoraggiava nella pratica di qeusto fantastico sport.
Quando avevo 29 anni fui coinvolto in un incidente stradale, ne uscii vivo, dopo venti giorni di coma, con gravi ematomi cerebrali e la gamba destra amputata. Grazie all’amore della mia famiglia mi rialzai più forte di prima, determinato a riprendere la vita dal punto esatto in cui l’avevo lascaita prima dell’incidente.
Nel 2016 sono stato contattato da Salvatore Iudica, portiere della Nazionale Calcio Amputati, che mi ha parlato dell’esistenza di questo sport e mi ha prospettato la possibilità di riprendere a giocare a calcio: un sogno! Correre sulle stampelle non è facile come pensavo, ma mi impegnerò al massimo per mettermi al pari dei miei compagni e rappresentare al meglio i colori del mio Paese.

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